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Città nel Mezzogiorno della Francia in cui nacque e visse Valdo, o Valdesio, ricco mercante che verso il 1174 vendette tutti i suoi beni e distribuì il ricavato ai poveri, dandosi alla predicazione dell'evangelo. Un'antica fonte inquisitoriale narra come egli fosse rimasto colpito dall'esortazione che Gesù rivolse al giovane ricco: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». Intorno a lui si raccolsero ben presto numerosi seguaci, uomini e donne, caratterizzati tutti da una precisa scelta di vita: quella di predicare l'evangelo in condizione di povertà, che perciò furono chiamati Poveri di Lione. Ebbe così inizio il movimento valdese che nel giro di qualche decennio si diffuse in quasi tutta l'Europa. La protesta valdese fu caratterizzata dal richiamo alla purezza evangelica delle origini e dalla critica alla corruzione e alla ricchezza del clero, ma soprattutto dal rifiuto della concezione costantiniana della chiesa cattolica, cioè della sua pretesa di detenere il potere temporale, e dal rifiuto del giuramento. Quest'ultima caratteristica, motivata dall'esigenza di ubbidire al comandamento evangelico di non giurare, ebbe un forte valore di contestazione della società feudale di quel tempo organizzata gerarchicamente secondo uno schema piramidale, al cui vertice si trovava l'imperatore o il papa, e cementata appunto dal vincolo del giuramento che ognuno era tenuto a prestare al proprio signore. Questo spiega l'accanimento con cui il movimento valdese fu perseguitato sia dalle autorità religiose che da quelle politiche.