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Così furono chiamati i valdesi di Calabria, molto probabilmente a causa della loro origine transalpina. Fino alla metà del XVI secolo i valdesi non erano concentrati solo in Piemonte o nella Francia meridionale, ma anche nel Mezzogiorno d'Italia: una fiorente colonia si trovava appunto nel Cosentino, soprattutto a Guardia Piemontese, ma anche nei centri minori di Fuscaldo, San Sisto, Vaccarizzo e Montalto, dove gli Ultramontani vissero tranquillamente per quasi due secoli senza dare troppo all'occhio, riuscendo comunque a mantenere la loro fede e le loro tradizioni originarie. Con l'adesione alla Riforma protestante uscirono allo scoperto, come i loro confratelli piemontesi, e ciò segnò la loro fine. Nel 1561 ebbe inizio contro di loro una vera e propria caccia all'uomo, da parte delle truppe spagnole inviate dal viceré di Napoli, che terminò solo con un orrendo massacro: nella sola Moltalto, ben 88 di quei poveri valdesi furono scannati l'uno dopo l'altro, come pecore da macello, sulla scalinata della chiesa di S. Francesco di Paola, mentre i centri abitati furono dati alle fiamme. A Guardia Piemontese la fede valdese scomparve per sempre, ma oggi sopravvivono ancora i caratteristici costumi, indossati nelle feste, e il patois, così come parlato nelle valli piemontesi.