Tutte le attività infrasettimanali sono sospese e riprenderanno ad ottobre.

Il culto da domenica 5 settembre è alle ore 11,00 .

Via dello Spezio, 43 - 90139 PALERMO - Tel. & Fax: 091 58.01.53
Pastore: Giuseppe Ficara - Culto domenicale ore 11,00; orario estivo: 10,00
otto per mille ai valdesi

Chi siamo

CRISTIANI

I cristiani evangelici o protestanti, tra cui anche i valdesi e i metodisti, condividono, insieme con i cristiani cattolici e ortodossi, i fondamenti della fede cristiana.
La comune fede cristiana può essere riassunta in queste cinque affermazioni.
1. Tutti i cristiani credono in un solo Dio creatore, fonte di vita e di amore, che si è fatto conoscere anzitutto agli Ebrei; credono in Gesù Cristo, unico Signore e salvatore, che ha manifestato all'umanità l'amore di Dio; credono nello Spirito santo, presenza attiva di Dio nella storia. In altre parole un solo Dio in tre persone, la "Trinità".
2. Tutti i cristiani confessano che Dio ha parlato per mezzo di Mosè e dei profeti e in Gesù Cristo, com'è attestato dalle Sacre scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento, cioè dalla Bibbia, che è il testo fondamentale della rivelazione.
3. Tutti i cristiani amministrano il battesimo e celebrano l'eucaristia, o Cena del Signore. A questi segni visibili, legati all'opera di salvezza compiuta da Gesù Cristo, le varie correnti del cristianesimo danno tuttavia significati diversi che, in alcuni casi, impediscono loro di riconoscere pienamente la validità del battesimo altrui e di partecipare alla mensa comune.
4. Tutti i cristiani ritengono che il Signore rivolga a uomini e donne un appello personale alla fede, da vivere con fedeltà, coerenza e obbedienza, e che tutti i credenti sono raccolti in un solo popolo, il popolo di Dio, chiamato a servirlo e a farlo conoscere a tutti, cioè la chiesa, la cui realtà, organizzazione e modi di vita essi intendono tuttavia in modi diversi.
5. Tutti i cristiani vivono una vita aperta al futuro e attendono la realizzazione della piena redenzione, promessa e iniziata da Dio in Gesù Cristo.

EVANGELICI

Le chiese valdesi mantengono i due appellativi: valdese ed evangelico. Il primo per motivi storici, per riaffermare il legame che unisce la testimonianza odierna alle esperienze di fede dei valdesi medievali e mostrarne così la continuità nel nostro paese.

Evangelico esprime invece la volontà di fondare il cristianesimo sull'Evangelo. Questo in accordo con la Riforma protestante ed il suo progetto di ritorno alla comunità cristiana primitiva e di purificazione della fede. Per questo, i valdesi vedono il fondamento della fede cristiana in tre punti: La Bibbia (Antico e Nuovo Testamento), Cristo, la fede, ma intendono questo riferimento in modo esclusivo. La Bibbia deve rappresentare la sola fonte da cui la chiesa trae ispirazione nella sua opera e nella sua testimonianza; ad essa sola dobbiamo rivolgerci ogni qualvolta vogliamo conoscere la volontà di Dio ed i nostri doveri cristiani. La salvezza e la speranza degli uomini é soltanto nell'opera di Cristo: essere cristiani significa perciò avere piena fiducia e vivere in comunione con Lui. Infine siamo salvati, o come dice san Paolo, siamo giustificati solo per fede, significa dire che non abbiamo merito alcuno nella nostra salvezza, ma la possiamo e dobbiamo accogliere come un dono gratuito di Dio.

VALDESI

Altri elementi caratteristici della vita ecclesiale della Comunità valdese: la mancanza di immagini nelle chiese, il matrimonio dei pastori, la comunione con il pane ed il vino, il rifiuto delle reliquie derivano tutti dalle premesse dette sopra.
Da questi principi teorici, dottrinali deriva anche una visione particolare della Chiesa.
La comunità cristiana vista come incontro e comunione dei credenti più che come organizzazione strutturata gerarchicamente ha una impostazione di vita che risponde ad una sensibilità di tipo democratico e non clericale.

A differenza delle chiese di tipo cattolico, i valdesi non raccolgono il principio della successione episcopale secondo cui la presenza di Cristo è garantita dalla successione dei vescovi; essi affermano che tra Cristo e la Chiesa (= comunità di credenti) non ci sono forme di autorità intermedia; il popolo dei credenti è chiamato a vivere la sua fede avendo la certezza che il Signore lo guida mediante il suo Spirito.
Di conseguenza la chiesa non ha da dare direttive specifiche concernenti le scelte politiche, l'etica sessuale.

PROTESTANTI

Le chiese protestanti o evangeliche sono sorte nel XVI secolo in seguito alla predicazione di Martin Lutero. Biblista agostiniano e profondo conoscitore della Bibbia, egli rivendicava la necessità per la chiesa cristiana del tempo di riformarsi seguendo la Scrittura, tornando cioè alla Chiesa apostolica. Egli ed i suoi seguaci si dissero "evangelici" per esprimere questa volontà di ritorno al Vangelo. Furono detti "protestanti" perché rivendicavano davanti all'Imperatore il diritto di predicare liberamente la parola di Dio.
La chiesa rappresentata dal papa condannò al Concilio di Trento le tesi del movimento protestante e questo dovette così darsi una propria organizzazione.

In Germania fu influenzata da Lutero e si organizzò nelle chiese nazionali luterane, in Inghilterra fu il potere regio a dare forma alla nuova chiesa e nacque così la Chiesa d'Inghilterra (anglicana). Nel resto dell'Europa a dare l'impronta al movimento fu Giovani Calvino, professore a Ginevra.
Questa formulazione della fede evangelica conduce ad una implicita riserva critica nei confronti di alcune delle dottrine diventate tradizionali nel cattolicesimo romano.
Se infatti il culto cristiano ha come momento centrale la predicazione dell'Evangelo, la pietà cristiana non potrà accogliere riti e cerimonie e manifestazioni di carattere superstizioso, magico quali si riscontrano di frequente nella religiosità naturale.
Se debbono considerarsi fondamentali ed esclusivi per la fede cristiana la persona e l'opera di Gesù Cristo ed il suo sacrificio, ne deriverà il rifiuto di ogni forma di venerazione per Maria ed i santi, se i sacramenti del battesimo e dell'eucarestia (i due soli istituiti da Cristo) sono segni della grazia divina e non mezzi per ottenerla, ne deriva il fatto che la Chiesa non ha sacerdoti cioé persone rivestite di particolare potere ma tutti i credenti hanno eguale responsabilità nella predicazione e nella testimonianza.