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AIDS. L'impegno delle chiese per la Giornata internazionale contro l'AIDS

Si celebra domani in tutto il mondo

Roma (NEV), 30 novembre 2011 - "La mancanza di informazione adeguata sul virus HIV e sul modo in cui esso si trasmette, ma anche la discriminazione di cui soffrono i malati nel loro contesto sociale, continuano ad essere fra le cause primarie di propagazione dell'AIDS". Lo ha affermato la Federazione luterana mondiale (FLM) in un comunicato stampa del 28 novembre, ricordando la Giornata mondiale contro l'AIDS che si celebrerà domani, 1° dicembre.

Il motto della Giornata di quest'anno è “Arrivare a zero”: zero propagazione, zero discriminazione, zero stigmatizzazione. A commentare il tema generale della Giornata mondiale contro l'AIDS è intervenuto il segretario generale della FLM, il pastore Martin Junge, affermando che “la campagna 'Arrivare a zero' ci chiama in causa, come chiesa, a mettere tutto il nostro impegno per combattere la propagazione dell'AIDS senza discriminare le persone che ne sono affette”.

In Indonesia, uno dei paesi asiatici in cui l'epidemia cresce più velocemente, la FLM è stata impegnata per tutto il mese di novembre nell'organizzazione di diversi incontri preparatori in vista della Giornata. Un recente studio ha stimato, infatti, che se non si provvederà ad attuare dei seri programmi di informazione e prevenzione i malati di AIDS nel paese passeranno dai 330.000 del 2009 ai 500.000 entro il 2014. Secondo il pastore Veikko Munyika, coordinatore dell'ufficio per l'HIV e l'AIDS della FLM “le interpretazioni teologiche che, soprattutto in passato, hanno visto nel virus una condanna proveniente da Dio sono da rigettare, poiché non fanno altro che peggiorare la situazione”. Allo stesso modo, la FLM ha promosso diverse iniziative in Sudafrica, dove, secondo le statistiche stilate dall'UNAIDS, risiede il più alto numero di persone affette dall'HIV nel mondo.

Intanto, in questi giorni si sta svolgendo a Toronto (Canada) un incontro interreligioso organizzato dalla Ecumenical Advocacy Alliance (EAA) e ospitata dalla Chiesa presbiteriana del Canada per parlare dell'impegno delle religioni nella lotta contro l'AIDS, ma anche contro la stigmatizzazione e la discriminazione dei malati e degli affetti dal virus HIV. Una quindicina di leader cristiani, buddisti, induisti, ebrei e musulmani, tra cui anche qualche leader affetto dalla malattia, passano in rassegna le iniziative prese in seno alle varie comunità di fede e si interrogano su come ottimizzare l'azione. L'incontro è anche l'occasione per presentare la "Dichiarazione d'intenti" già firmata da 450 leader religiosi di tutto il mondo a favore della lotta contro l'AIDS. "In quanto leader religioso sono convinto che la mia fede deve essere più visibile e attiva nel fermare il propagarsi dell'HIV in modo da far rientrare questa pandemia": queste le prime battute della "Dichiarazione d'intenti" tesa a rompere il silenzio sulla pandemia anche nelle comunità di fede (www.hivcommitment.net).

Per la Giornata di domani l'EAA ha messo online del materiale liturgico ad hoc: www.e-alliance.ch/en/s/hivaids/world-aids-day. (mil)

 

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