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Al centro è la persona umana
Roma (NEV), 17 giugno 2009 - Rispetto della dignità umana, sicurezza alimentare, accesso all'acqua, salute, educazione, cambiamento climatico, pace, giustizia sociale, disarmo e sicurezza per tutti: questi i temi prioritari affrontati ieri e oggi dai leader religiosi riuniti a Roma per il IV Summit religioso in vista del prossimo G8 di luglio. Riuniti in sessione plenaria presso il Ministero degli Esteri, i 129 leader religiosi - tra cui cristiani (evangelici, cattolici ed ortodossi), ebrei, musulmani, buddisti, zoroastriani, indu - nella serata di oggi, 17 giugno, approveranno un documento congiunto da sottoporre all'attenzione dei capi di stato e di governo che da qui a qualche settimana si riuniranno a L'Aquila per il G8.
Ieri l'incontro si è aperto proprio a L'Aquila con una dichiarazione di solidarietà agli abruzzesi, così duramente colpiti dal terremoto del 6 aprile. Nel pomeriggio del 16 giugno i rappresentanti di fede sono rientrati a Roma dove hanno incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per poi dare il via ai lavori veri e propri svoltisi presso Villa Madama.
Al centro dell'attenzione è il valore della persona umana e la necessità di mettere le risorse mondiali al servizio del bene. In riferimento alla crisi economica mondiale tutti d'accordo nell'affermare che sarà necessario ripensare e riscrivere le linee portanti dell’economia globale e "definire standard etici e giuridici comuni e nuove regole di trasparenza, correttezza e integrità delle attività economiche e finanziarie internazionali".
"Scopo degli esponenti di fede non è tanto quello di fornire soluzioni economiche o politiche alle grandi questioni in esame, quanto piuttosto quello di affrontare i temi da un punto di vista etico e di fornire quel supporto 'spirituale' così utile per affrontare con speranza ogni questione sociale, nell’autentica e genuina prospettiva della ricerca del bene comune", ha affermato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI, tra gli organizzatori del summit, promosso tra gli altri dalla World Conference of Religions for Peace.
Nella giornata di oggi è intervenuto Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), e altri esponenti evangelici presenti al summit (vedi notizia seguente), che hanno messo l'accento sulla necessità di garantire protezione a chi fugge da guerre e miseria.
Quello di Roma segue gli incontri di Mosca (2006), Colonia (2007) e Sapporo (2008) svoltisi in concomitanza dei precedenti G8. Il prossimo appuntamento sarà a luglio 2010 in Canada.
Domenico Maselli (FCEI) ricorda il problema della libertà religiosa nel mondo
Roma (NEV), 17 giugno 2009 - "Ai governi dobbiamo segnalare la priorità della libertà di religione e di coscienza da cui derivano tutte le altre libertà", è quanto ha affermato il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), intervenendo oggi ai lavori della sessione plenaria del IV Summit dei leader religiosi che si sta tenendo a Roma in vista del prossimo G8. "Dobbiamo ricordarci di quanti ancora oggi, ogni giorno e in tante parti del mondo, perdono la vita solo perché non hanno la libertà di professare la propria fede, - ha sottolineato Maselli indirizzandosi ai leader religiosi, un centinaio circa, riuniti nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina intenti a preparare un documento finale da sottoporre all'attenzione dei capi di governo del G8 -. Inoltre è importante che i governi si interessino di più alle grandi e piccole guerre che infiammano il mondo, garantendo almeno il diritto di asilo a chi da queste guerre fugge per cercare protezione. È un imperativo spirituale, oltre che politico, quello di costruire un mondo solidale. La sicurezza che cerchiamo è basata sulla giustizia, e include l'intera popolazione umana".
Sulla stessa linea l'intervento del pastore Nikolaus Schneider, membro del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (EKD): "La qualità umana delle società si misura in riferimento al rispetto che si porta della dignità dei poveri, delle persone anziane, dei più deboli, dei malati, indipendentemente dalla loro appartenenza razziale, nazionale o etnica. Anche i rifugiati sono creature di Dio e devono essere trattate nel rispetto della dignità umana". Per Schneider è giunta l'ora di passare dalle parole ai fatti: "È necessario fare appello ai governanti perché venga assicurato a tutti il rispetto della dignità umana, anche attraverso la creazione di strutture e regole economiche che siano al servizio degli esseri umani". I lavori sono moderati da Aram I, Catholicos di Cilicia degli Armeni.
Tra i rappresentanti religiosi presenti al summit: card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Mustafa Ceric, Gran Muftì di Sarajevo, Bosnia Erzegovina; Nichiko Niwano, presidente della Rissho Kosei Kai, Giappone; l'ortodosso Leonid Kishkovsky, moderatore della Conferenza mondiale delle religioni per la pace, USA; Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari; metropolita di Francia sua eminenza Emmanuel, del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli; rabbino Giuseppe Laras, presidente dell'assemblea rabbinica in Italia; Abune Paulos, patriarca della Chiesa ortodossa etiop