La tomba vuota 27


«Il Signore è risorto! Egli è risorto veramente: Alleluia!»

Con questo antico saluto cristiano auguro una Pasqua benedetta a tutte e tutti. Sta per iniziare la mia ultima domenica a Seattle. Dopo un’agape con lavanda dei piedi a Madrona per il Giovedì Santo, le predicazioni di sette pastore sulle ultime sette parole di Cristo sulla Croce il Venerdì Santo, mi appresto a partecipare ai culti pasquali della chiesa presbiteriana di Madrona Grace e, dopo un paio d’ore, della Liberation UCC, cui seguirà un’agape di Pasqua.

Vorrei condividere un paio di considerazioni sulla Tomba vuota. La prima è il classico annuncio della vittoria di Cristo sulla morte, prima la sua, poi la nostra. Cristo sconfigge la morte per noi, dando così un nuovo significato alla nostra vita, già ora. È un annuncio classico, ma che non ci stanchiamo mai di ascoltare e di affermare. Cristo è sì il nostro Maestro, è sì il modello cui conformarci per rinnovare la nostra umanità, ma Cristo è anzitutto il nostro Salvatore.

La seconda è questa. Una tomba è un simbolo di chiusura: la classica pietra sopra. Quando si sigillano le bare e i loculi, quando si getta la terra o si procede a una cremazione, si suggella il carattere definitivo della morte. È finita. Tutto quel che è stato è chiuso in quel piccolo spazio che abbiamo dedicato al defunto. La Tomba aperta e vuota ci annuncia invece che non si può chiudere, non si può definire, non si può dire la parola “fine” sulle nostre esperienze di vita. La Tomba vuota ci dice che possiamo essere aperti all’ignoto, ovvero alle esperienze che il futuro ha in serbo per noi.

In un’epoca in cui si vogliono chiudere frontiere, dire la parola “fine” sul riconoscimento di nuovi diritti, rinchiudere tutti in identità definite e definitive, la Tomba vuota è il simbolo del coraggio contro la paura e della speranza contro la disperazione. Pertanto, l’antico saluto pasquale — che riecheggia oggi ancora una volta — non è semplice tradizione: è parola vivente, è parola di vita.

«Il Signore è risorto! Egli è risorto veramente: Alleluia!»


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