«Non importa tu chi sia o dove ti trovi nel cammino della vita, Tu sei benvenuto qui!» 9


Questa domenica mi sono recato nella seconda chiesa del quartiere West Seattle cui sono stato affidato: la chiesa di Admiral, una delle più antiche del quartiere. Ci sono andato insieme ai miei nuovi ospiti, e comincio il racconto da loro. Da qualche giorno la quarta famiglia che mi ha finora ospitato è quella formata da Lee e David, due simpatici pensionati, una bella coppia che qualche anno fa si è sposata da quando la legge nello stato del Washington ha permesso il matrimonio egualitario.

La chiesa di Admiral è, infatti, una chiesa open and affirming, ovvero le persone omosessuali possono parteciparvi ad ogni livello. Infatti Lee è il cassiere della chiesa. Una caratteristica delle chiese americane, infatti, è che, su questa tematica, te lo dicono subito, senza aspettarsi che tu lo scopra. Da una parte trovo importante che ognuno possa trovare una chiesa accogliente, d’altra parte mi fa un po’ tristezza il fatto che i cristiani non possano convivere in una stessa comunità mantenendo sensibilità diverse. Preghiamo che il Signore possa farci il dono della riconciliazione.

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Il pastore Andrew Conley-Holcomb è più giovane di me ed è al primo incarico. È la prima volta che nella storia della chiesa di Admiral che viene eletto un pastore straight out of college, fresco di facoltà. È molto preparato e prima di studiare teologia (Master in teologia femminista a Berkeley) ha preso un Master in antropologia (con studi sulla prevenzione della violenza domestica e del genocidio). La sua importante formazione non va però a pregiudicare la fruibilità del culto e della predicazione (come alcuni potrebbero temere). Il culto è stato molto spirituale e partecipato.

Volevo condividere un paio di cose dal culto, che magari potremmo fare anche a Via Spezio. La prima è la preghiera prima della raccolta delle offerte, invece che al termine.

«Buon Donatore di tutti i doni buoni, benedici queste offerte che stiamo per donare. Permea questi doni con la tua potenza e portali verso la tua buona opera. Da soli, noi possiamo fare così poco, ma insieme noi possiamo spostare le montagne nel tuo Nome. Aiutaci ad essere agenti della tua opera qui in West Seattle. Guidaci, noi ti preghiamo. Amen”

Dopo questa preghiera hanno raccolto le offerte, che sono state poi accompagnate sul tavolo accanto al pastore dal canto della strofa di un inno.

La seconda cosa è “la promessa irresistibile”. Dopo la preghiera di confessione, il pastore ha annunciato il perdono, ma lo ha fatto con parole particolari, che ruotavano intorno a “Gesù è venuto per ricordarci la promessa di Dio, che ci perdona e ci ama”, dunque la parola è tornata alla comunità riunita, che ha risposto all’annuncio del perdono con un responsoriale (scusate il gioco di parole!):

Accettate voi questa promessa?
Sì.
E cosa ne farete?
La condivideremo con gli altri.
Perché?
Perché Dio ci chiama ad annunciare la verità che tutti sono amati.

Interessante, no? E anche edificante.


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