Per sposarsi


Per la chiesa valdese il matrimonio è un momento importante della vita delle persone, ma non è un sacramento come per altre chiese cristiane. Tra i motivi che portano a questa distinzione c’è la constatazione che esso non caratterizza in maniera esclusiva l’uomo o la donna di fede cristiana, a differenza del Battesimo o della Cena del Signore.

Questo non significa, però, che non ci sia un modo cristiano di vivere il matrimonio e la famiglia. Perciò la nostra chiesa celebra matrimoni con un culto di benedizione della coppia e di ringraziamento a Dio per il dono dell’amore

Negli ultimi anni molte coppie si sono sposate presso la nostra chiesa, pur non essendone membri. La chiesa valdese di Palermo consente infatti anche a chi non ne fa parte la celebrazione di un matrimonio con effetti civili — secondo le norme dell’ordinamento valdese (cosiddetto “rito valdese”) — o di benedirvi un matrimonio già celebrato in sede civile. Può concedere a tal fine il proprio Tempio e la cerimonia può essere eseguita dal proprio pastore o da pastore scelto dagli sposi. In quest’ultimo caso, dovranno chiedere al pastore celebrante di seguire le pratiche per gli effetti civili del matrimonio.

Inoltre la chiesa valdese di Palermo può autorizzare il proprio pastore a celebrare un matrimonio in luogo diverso dal Tempio di Via dello Spezio.

Qui trovate delle prime informazioni riguardo la possibilità di sposarsi da noi. Per definire la questione, tuttavia, invitiamo la coppia a contattare per email il pastore. Al fine di evitare questioni, consigliamo alla coppia di contattare il pastore prima di fissare date con sale di ricevimento o altre questioni organizzative.

 

Questioni generali

Il matrimonio con effetti civili o la benedizione di matrimonio di persone non membri della chiesa — che da molte altre chiese e comunità non è contemplata — è un’attuazione del comandamento cristiano dell’accoglienza. Tuttavia, i nubendi non devono tale accoglienza un atto dovuto nei loro confronti. È piuttosto il tentativo di rispondere a fratelli e sorelle nella fede che hanno difficoltà a sposarsi con altro rito cristiano o che ritengano il proprio luogo abituale di culto non adatto alla celebrazione di un matrimonio. Pertanto i nubendi dovranno motivare la richiesta di sposarsi presso la chiesa valdese di Palermo.

Almeno uno dei nubendi dovrà essere di fede cristiana protestante evangelica. Per la chiesa valdese non è un problema celebrare il matrimonio di una persona evangelica con una persona cattolica, ma tale matrimonio non avrà validità propria per la chiesa cattolica. La possibilità di celebrare un matrimonio “misto o interconfessionale” con validità per la chiesa valdese e la chiesa cattolica è riservata ai membri della chiesa valdese che vorranno contrarre matrimonio con una persona di fede cattolica.

I nubendi dovranno concordare la data del matrimonio col pastore, qualora richiedano la sua partecipazione, e verificare la disponibilità della chiesa. La chiesa valdese e il pastore si riservano in ogni caso la facoltà di accogliere o meno la richiesta dei nubendi. Non saranno accolte richieste per il mese di Agosto.

Centrale è nella celebrazione di un matrimonio valdese la predicazione della Parola di Dio. I nubendi potranno proporre al pastore un testo biblico o più testi biblici. Il pastore poi sceglierà il testo sul quale predicare. Non è prevista invece la celebrazione eucaristica ovvero la condivisione della Cena del Signore. I nubendi sono tenuti a incontrare il pastore per gli incontri preparatori che egli riterrà necessari e sufficienti allo svolgimento del matrimonio.

Non potranno in alcun caso essere benedetti matrimoni che non abbiano avuto o non abbiano conseguentemente valore per la legge della Repubblica Italiana.

 

Matrimonio con effetti civili celebrato dal pastore valdese

La legge 449/1984 — Intesa tra la Repubblica Italiana e la Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste — all’articolo 11 regola il matrimonio celebrato da un pastore iscritto nei ruoli della Tavola valdese affinché esso consegua gli effetti civili:

La Repubblica italiana, attesa la pluralità dei sistemi di celebrazione cui si ispira il suo ordinamento, riconosce gli effetti civili ai matrimoni celebrati secondo le norme dell’ordinamento valdese, a condizione che l’atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni alla casa comunale.

Coloro che intendono celebrare il matrimonio secondo le norme dell’ordinamento valdese debbono comunicare tale intenzione all’ufficiale dello stato civile al quale richiedono le pubblicazioni. L’ufficiale dello stato civile, il quale abbia proceduto alle pubblicazioni richieste dai nubendi, accerta che nulla si oppone alla celebrazione del matrimonio secondo le vigenti norme di legge e ne dà attestazione in un nulla osta che rilascia ai nubendi in duplice originale. Il nulla osta, oltre a precisare che la celebrazione nuziale seguirà secondo le norme dell’ordinamento valdese e nel comune indicato dai nubendi, deve altresì attestare che ad essi sono stati spiegati, dal predetto ufficiale, i diritti e i doveri dei coniugi, dando ad essi lettura degli articoli del codice civile al riguardo.

Il ministro di culto, davanti al quale ha luogo la celebrazione nuziale, allega il nulla osta rilasciato dall’ufficiale dello stato civile all’atto di matrimonio che egli redige in duplice originale subito dopo la celebrazione.
La trasmissione di un originale dell’atto di matrimonio per la trascrizione è fatta dal ministro di culto, davanti al quale è avvenuta la celebrazione, all’ufficiale dello stato civile del comune del luogo non oltre i cinque giorni dalla celebrazione. L’ufficiale dello stato civile, constatata la regolarità dell’atto e l’autenticità del nulla osta allegatovi, effettua la trascrizione entro le ventiquattro ore dal ricevimento dell’atto e ne dà notizia al ministro di culto.

Il matrimonio ha effetti civili dal momento della celebrazione anche se l’ufficiale dello stato civile, che ha ricevuto l’atto, abbia omesso di effettuare la trascrizione nel termine prescritto.

Da tale articolo si evincono le particolarità del matrimonio valdese rispetto ad altre forme riconosciute dalla legge. In particolare:

  1. Sta ai nubendi la richiesta del nulla osta e a loro va rilasciato in duplice originale. I nubendi devono comunicare allo Stato civile del proprio Comune di residenza la volontà di contrarre matrimonio secondo le norme dell’ordinamento valdese. Qualora gli sposi risiedessero in comuni diversi, essi devono non recarsi in entrambi, ma sceglierne uno che poi provvederà a coordinarsi con l’altro Comune ai fini dell’emissione del nulla osta.
  2. Il pastore non è autorizzato a comunicare all’Autorità civile alcunché per iscritto prima della celebrazione del matrimonio stesso.

  3. Sta al Comune la lettura degli articoli del Codice Civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi, prima del rilascio del nulla osta, nel quale il rilasciante deve dichiarare che tali articoli siano stati letti ai nubendi.

  4. Il matrimonio deve essere celebrato entro la scadenza del nulla osta, il cui duplice originale i nubendi dovranno poi consegnare al pastore in sede di firma — contestuale alla celebrazione — dell’Atto di matrimonio (anch’esso in duplice originale: uno per l’archivio della chiesa, l’altro per la trascrizione nei registri civili).

  5. Il pastore dovrà poi provvedere a comunicare allo Stato civile del Comune di Palermo o di altro Comune ove si è svolta la cerimonia l’avvenuto matrimonio, portando o inviando a mezzo raccomandata a/r un originale dell’Atto di matrimonio e un originale del nulla osta, entro cinque giorni dalla cerimonia ovvero dalla firma dell’Atto stesso.

  6. Il Comune provvederà poi alla registrazione del matrimonio.

Data l’esigua percentuale di matrimoni celebrati con rito valdese, è possibile che il responsabile del Comune cui si rivolgono i nubendi non sia pratico di queste particolarità. Ricordiamo che la 449/1984 è legge dello stato e non regolamento particolare di una chiesa. Ad ogni modo il pastore potrà rendersi disponibile a interloquire a riguardo con il responsabile del Comune. L’eventuale richiesta da parte del Comune di una comunicazione scritta del pastore o della chiesa dovrà essere fatta per iscritto e la chiesa si riserverà di fare rispondere dal proprio ufficio legale.

Al momento della celebrazione del matrimonio dovranno essere presenti due testimoni (in totale) che sottoscriveranno insieme agli sposi e al pastore l’Atto di matrimonio.
I nubendi dovranno comunicare precedentemente se scelgono il regime di separazione nei loro rapporti patrimoniali (cosiddetta separazione dei beni). In caso di mancata comunicazione, vigerà automaticamente la comunione dei beni.

Queste regole per gli effetti civili valgono esclusivamente nel caso in cui il matrimonio sarà celebrato dal pastore della chiesa o da altro pastore valdese o metodista. Se il matrimonio sarà celebrato da pastore/a evangelico/a di altra denominazione, la coppia dovrà verificare con lui/lei le modalità proprie.

 

Benedizione di un matrimonio già avvenuto

Valgono le regole generali.
È necessario portare copia del certificato di matrimonio. Non è necessaria la presenza dei testimoni.

 

Uso del Tempio valdese di via dello Spezio

Come già esplicitato, il rapporto tra i nubendi e la chiesa valdese di Palermo è da considerarsi come atto di accoglienza cristiana. Pertanto i locali della chiesa non sono da considerarsi in affitto. Il Tempio non è una sala da cerimonia né un monumento di proprietà pubblica, ma è il centro della vita di fede dei fratelli e delle sorelle che costituiscono la chiesa valdese di Palermo. I nubendi e gli ospiti — del cui comportamento i nubendi stessi sono responsabili — sono tenuti al rispetto del tempio, della sensibilità della chiesa valdese e a sottostare alle direttive di chi sarà presente al matrimonio con delega di rappresentanza della chiesa.

Invitiamo i nubendi a provvedere alla decorazione del tempio rispettando il principio di sobrietà evangelica che caratterizza la nostra chiesa. Qualsiasi decorazione diversa dagli addobbi floreali dovrà ricevere autorizzazione preventiva dalla chiesa.
La chiesa mette a disposizione dei nubendi un tappeto blu, due puff e un inginocchiatoio. È compito degli sposi comunicare quali di questi accessori intendono utilizzare o meno.

L’impianto audio è concesso esclusivamente per le voci parlate. Invitiamo chi i nubendi sceglieranno per l’accompagnamento musicale e canoro a provvedere con il proprio impianto di amplificazione, che potrà essere attaccato alle prese elettriche — nel limite delle possibilità — presenti nel tempio, indicate dai responsabili della chiesa.

È vietato consumare cibo o bevande nel Tempio, nell’area antistante e in altre aree di proprietà della chiesa valdese. Fatto salvo questo divieto, tuttavia comprendiamo che sia difficile per bambini piccoli stare tranquilli per la durata del matrimonio e che i genitori li calmino con (ad esempio) biscotti, merendine o succhi di frutta. La chiesa di Cristo è soprattutto dei bambini e vogliamo che siano i primi a sentirsi accolti. Tuttavia, è responsabilità degli adulti pulire eventuali resti, pacchetti, cartoni.

È vietato sporcare il locale del Tempio. Eventuali riso e coriandoli possono essere gettati sugli sposi esclusivamente all’esterno del Tempio e dovrà essere fatta particolare attenzione a non sporcare la pubblica via né i giardini dei nostri vicini.

L’accesso alla cantoria ovvero alla galleria dov’è situato l’organo monumentale non è consentito.

I nubendi e gli ospiti dovranno fare particolare attenzione a non violare le regole di parcheggio in via dello Spezio e nelle immediate vicinanze.

La chiesa valdese non può accettare che eventuali violazioni le siano attribuite, ledendo così la sua immagine all’esterno. La chiesa e i partecipanti al matrimonio sono consapevoli della relazione di ospitalità che intercorre tra loro, mentre un occhio esterno non saprebbe distinguere.

La chiesa si farà carico delle pulizie generali prima e dopo la cerimonia.
Il Tempio non è sempre aperto e non sempre nelle vicinanze c’è qualcuno disponibile ad aprirlo. Pertanto è necessario che eventuali sopralluoghi (es. musicisti o fiorista) siano concordati in anticipo.

Eventuali danni subiti saranno addebitati agli sposi.

 

Concessione del pastore fuori sede

Compatibilmente con le necessità della chiesa e con l’agenda dell’interessato, la chiesa permette al suo pastore di celebrare un matrimonio in luogo diverso dal Tempio di Via dello Spezio. Tale concessione non è da considerarsi come un obbligo: il pastore avrà la facoltà di decidere se dare o meno la propria disponibilità.

Ai fini del conseguimento degli effetti civili, il pastore potrà portare con sé il registro degli Atti di matrimonio di proprietà della chiesa valdese di Palermo.
Ogni dettaglio dovrà essere concordato col pastore.

 

Contributo, fiori e musica

La coppia in cerca di un luogo e/o di un pastore per il proprio matrimonio  a Palermo può trovarli in Via dello Spezio, perché da oltre 150 anni i membri di chiesa ne sostengono il costo. Le chiese valdesi e metodiste, infatti, non ricevono alcun finanziamento pubblico per le attività di culto, ma si sostengono attraverso le contribuzioni dei membri e i doni di amici e simpatizzanti.

Pertanto, chiediamo ai nubendi di contribuire a queste spese con un contributo che verrà loro indicato al momento della prenotazione del matrimonio. La metà dell’importo andrà versata sei mesi prima della celebrazione a titolo di acconto non rimborsabile.

In quanto contributo al sostegno della nostra chiesa, chi lo richiederà potrà ottenere una ricevuta per la defiscalizzazione da allegare alla dichiarazione dei redditi.

Qualora desiderino l’addobbo floreale, sarà compito dei nubendi contattare il fiorista e provvedere al pagamento del suo lavoro.

Solo l’organista della chiesa valdese è autorizzato a suonare l’organo monumentale per i matrimoni. Gli sposi che volessero l’accompagnamento dell’organo sono invitati a contattarlo direttamente.

La parcella dell’organista e/o di eventuali altri musicisti e/o di cantanti non è coperta dal contributo di cui sopra, ma dovrà essere concordata dai nubendi direttamente con gli interessati. Sono ovviamente ammessi canti, musiche e inni della tradizione protestante evangelica. Per musiche di altra tradizione, i nubendi dovranno richiedere autorizzazione preventiva al pastore della chiesa valdese, che egli celebri o meno il matrimonio.