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Sermone di domenica 5 giugno 2011 Fiumi d'acqua viva (Giovani 7,37)

 

Testo della predicazione: Giovanni 7:37

Nell'ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva chi crede in me. Come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.

Sermone

Care sorelle e cari fratelli,

sembra proprio che il tema dell’acqua non abbia perso di interessare l’umanità dal più remoto passo biblico, ad Isaia, a Gesù ed fino a noi oggi.,anche se per aspetti diversi.

Infatti è così attuale che domenica prossima saremo tutti chiamati a votare su questo tema oltre che sul nucleare e la legge sul “legittimo impedimento”.

I cittadini dovranno decidere se considerare l’acqua come bene comune,nella disponibilità di tutti,acqua come bene indispensabile all’uomo, come l’aria che respiriamo, oppure come bene di consumo, che può essere gestito come “merce”, da società private, multinazionali, anche con partecipazione pubblica, ma con criteri aziendali che hanno come obiettivo principale il profitto, l’utile di esercizio, e non il soddisfacimento primario dell’uomo.

 

Se oggi dunque questo tema è così sentito da sensibilizzare l’opinione pubblica a chiedere un referendum contro la gestione privata dell’acqua in un paese dove non manca certo la disponibilità, pensate quale importanza e significato aveva l’acqua in un territorio come la Palestina ed il Medio Oriente dove la presenza e la disponibilità di una sorgente, di un pozzo significava la vita per il villaggio vicino, per gli uomini, gli animali, l’agricoltura.

Acqua come sorgente di vita, acqua come dono di Dio al suo popolo, acqua che diventa simbolo sacro nelle feste primitive che scandivano le stagioni nella vita delle popolazioni nel vicino oriente ancor prima del regno di Israele.

All’origine, la festa delle capanne, era dedicata alla celebrazione della vendemmia, in autunno, e nella campagna si costruivano delle capanne dove si raccoglieva e si pigiava l’uva.

Nella antica Mesopotamia, addirittura si costruivano delle piccole cappelle che assumevano un carattere sacrale,all’interno delle quali un principe babilonese,o un capo tribù entravano in comunione fisica con la terra, come per prendere e dare fertilità alla terra.

Per gli Israeliti, che ereditano questa festa dalle popolazioni indigene,essa non è più la festa della vendemmia che veniva celebrata con danze e canti fra i filari delle viti, le capanne diventano quelle costruite nel deserto subito dopo l’esodo dall’Egitto.

Rappresenta ormai l’esperienza storica dei padri che viene ricordata e rivissuta ogni anno.

Ancora oggi molti ebrei ortodossi mettono davanti alle loro case in muratura sia in Israele come nei giardini delle villette di New York, o a Roma, Londra, capanne o tende attrezzate, dove per sette giorni possono rivivere la esperienza dei padri: mangiare, dormire, leggere etc...

Torniamo allora alla festa delle capanne, così come l’ha vissuta Gesù,secondo quell’antico rituale:

ricordiamo che Gesù arriva a Gerusalemme a metà della festa, nonostante i suoi fratelli avessero insistito per una sua manifesta partecipazione, ma egli arriva a metà,quasi di nascosto, e comincia ad insegnare, a predicare ai Giudei, scatenando, come sempre accadeva,contestazioni fra i Farisei.

Nell’ultimo giorno,il più solenne, il conclusivo, tutti i simboli venivano riproposti con grande solennità : canti, danze,il mazzetto verde di palma mirto e salici, le luci attorno le mura del tempio, ma il momento più significativo era quando nel pomeriggio il sacerdote scendeva a raccogliere l’acqua con una bottiglia d’oro nella piscina di Siloe, ritornava in processione attraverso la cosiddetta Porta dell’Acqua nel tempio e versava l’acqua nell’altare .che scendeva dai quattro lati a significare la fecondazione di tutta la terra (nord, sud, est, ovest).

E Gesù sembra scegliere il momento più solenne della festa per alzarsi in piedi e dire ad alta voce:

“Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura : fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”

Scatenando la rabbia dei sacerdoti e Farisei e lo stupore dei Giudei.

Insomma ha rovinato loro la festa.

Come dice la Scrittura,come annuncia il profeta Zaccaria ciò che avverrà negli ultimi tempi

Zaccaria 14:8 In quel giorno delle sorgenti usciranno da Gerusalemme; metà delle quali volgerà verso il mare orientale e metà verso il mare occidentale, tanto d'estate quanto d'inverno.

Ecco dice Gesù, IO SONO la sorgente da cui fluiranno le acque vive e non dalla collina del tempio.

Venite da me voi che credete in me.

E’ stato come dire al sacerdote: ormai tutto quello che fate non ha più senso,è pura religiosità, spettacolo per la folla, segni e riti per mantenere il potere religioso, dove è Dio in tutto questo?

Nella bottiglia d’oro piena di acqua della piscina di Siloe?

Avete dimenticato o fate finta di dimenticare quello che hanno detto i profeti nella Scrittura?)

IO SONO la sorgente da cui fluiranno le acque vive e non dalla collina del tempio. Venite da me voi che credete in me.

La reazione non poteva essere diversa da quella di prenderlo per pazzo o bestemmiatore e denunciarlo al sinedrio.

Gesù come sorgente d’acqua viva, leggiamo nel vangelo di Giovanni 4:7-15:

Una Samaritana venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare.) La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva». La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest'acqua viva? Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?» Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna». La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere»

E’ iniziata una nuova festa delle capanne, non si costruiscono più fuori, nel giardino, nel balcone,in campagna, non è più un rituale ormai secolarizzato, come alcune attuali feste cristiane dove si fa festa senza sapere chi è il festeggiato, riti sacri, figuranti auto flagellanti, congregazioni di credenti in lotta per la conquista del territorio, fazzoletti bagnati del sudore del santo, acque benedette in bottiglia, cotone bagnato con lacrime di statue dagli effetti miracolosi in vendita presso i chiostri dei santuari, che comunque non garantiscono la guarigione ma che è veramente un miracolo economico per chi gestisce il tutto, viaggi della speranza nei santuari in voga nel momento, agenzie di viaggi specializzate nel settore che sfruttano la buona fede dei semplici credenti per motivi commerciali, opere diaconali ed istituzioni ecclesiastiche diventate fonti di potere politico e finanziario, altro che fonti di salvezza, come cita il profeta Geremia:

Geremia 2:12 O cieli, stupite di questo; inorridite e restate attoniti», dice il SIGNORE. «Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l'acqua.

Gesù ci propone un nuovo modello di festa delle capanne,che non sono fatte di legno o di rami o con tende, sono quelle che ogni credente costruisce non per sette giorni, ma per sempre,nel proprio cuore per fare posto a Gesù.

Avere Gesù come fonte di riferimento,da cui bere acqua sempre viva, non implica un atteggiamento soltanto mistico o spirituale, ma ci obbliga ad avere un costante confronto con la sua Parola, con i suoi insegnamenti, con il suo esempio di vita da emulare nel nostro tempo, nella nostra vita, nella nostra città, nella nostra chiesa con tutte le conseguenze che essa può comportare, nel nostro modo di vivere la fede..che si esplicano nell’amore per il prossimo,accoglienza dello straniero, non violenza, solidarietà, etica, e tanto altro ancora.

L’acqua delle nostra festa delle capanne,non è contenuta in una bottiglia d’oro, è in Gesù Cristo, è Lui la sorgente di acqua viva che feconda il nostro spirito e ci rinnova continuamente.

Isaia 12:3 Voi attingerete con gioia l'acqua dalle fonti della salvezza, e in quel giorno direte: «Lodate il SIGNORE, invocate il suo nome, fate conoscere le sue opere tra i popoli, proclamate che il suo nome è eccelso!

Signore ti preghiamo, inondaci con il tuo Spirito.

Amen!

 

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