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Sermone di domenica 18 dicembre 2011 (Luca 1,46-50)

Testo della predicazione: Luca 1,46-50

E Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome; e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono.

SERMONE

rivolto ai bambini della Scuola domenicale.

L’anima mia magnifica il Signore perché egli ha guardato a me che sono così in basso, così piccola; non certo di statura, né di età, ma piccola rispetto alla grandezza di Dio, alla sua altezza, alla sua larghezza, alla sua profondità. Come una goccia d’acqua nell’oceano, un granello di terra in un immenso campo: così è Maria, così siamo noi. Così è Dio: ci raggiunge, con il suo amore nel nostro mondo, nella nostra umanità, e ci accoglie quando ci smarriamo, ci perdona quando sbagliamo, ci stringe a sé quando ci sentiamo tristi, ci tiene per mano quando attraversiamo il buio.

È un canto quello di Maria, una poesia, la madre di Gesù è incinta, Gesù deve ancora nascere, Maria loda Dio perché l’ha raggiunta nella sua piccolezza, nella sua marginalità, nella sua umiltà.

Dio, dunque, non si rivolge alle persone ricche e potenti, a chi abita in case magnifiche e esercita il potere nei grandi palazzi dove si determina politicamente e finanziariamente il destino dei poveri.

Maria pronuncia una Confessione di fede che è la sua testimonianza, quella di una donna che narra l’intervento di Dio nei suoi confronti; in un’epoca in cui si credeva, sbagliando, che le donne potevano avvicinarsi a Dio solo attraverso i loro mariti.

Maria, dunque, si dichiara una donna beata, una donna raggiunta, cioè, dall’amore di Dio, dalla grazia di Dio, dalla bontà di Dio. Anzi, Maria scopre Dio, non un Dio che castiga e punisce severamente, ma un Dio disposto, ogni volta, a chinarsi e a prendersi cura di noi quando cadiamo per rialzarci, quando siamo feriti per guarirci

Questa è la novità del Vangelo: Dio non si rivolge solo alle persone preposte religiosamente per ascoltarlo e incontrarlo nella fede, ma a tutti, quindi si rivolge anche alle donne, e non solo, ma anche alle persone piccole, alle persone umili e povere.

Santo è il suo nome, dice Maria, come per sottolineare che la santità di Dio non è distanza da noi che non siamo santi, ma peccatori/trici, Dio è santo perché tutti noi, grandi e piccoli, ricchi e poveri, persone di ogni ceto sociale, di ogni lingua e di qualunque colore della pelle, dobbiamo sapere che Dio si abbassa fino a noi, ci incontra anche se pensiamo di non meritarlo, e ci accompagna per la nostra strada, anche nei momenti difficili che attraversiamo, anche quando siamo tristi a causa del dolore, o quando siamo allegri. Egli ci tiene per mano, e per questo Maria si sentiva beata.

Anche noi, anche voi siete beati, bambini e bambine, fratelli e sorelle: Dio non guarda alla nostra bassezza, al nostro essere piccoli, ma viene per amarci, consolarci e benedirci. Amen!

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