Via dello Spezio, 43 - 90139 PALERMO
Tel. e Fax: 091 58.01.53
Pastore: Giuseppe Ficara
Culto domenicale ore 11,00
(luglio-agosto culto ore 10,00)
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Lettura biblica: Vangelo di Matteo 2, 1-10
Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».
Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.
Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:
"E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda;
perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"».
Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».
Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.
Predicazione a cura di bambini e delle monitrici della Scuola domenicale
Narratore:
Cari bambini, cari genitori,care sorelle e cari fratelli,oggi vogliamo raccontarvi una storia… La storia di una piccola stella che, tanti e tanti anni fa, ricevette un incarico molto importante… In quel tempo, lassù nel cielo stellato, si cercava una stella che scendesse sulla terra per guidare alcuni sapienti nel loro lungo viaggio , alla ricerca di un piccolo re che doveva nascere….La nostra stellina accettò questo
incarico, spinta dalla curiosità e dalla voglia di conoscere quel mondo lontano… E così, abbandonò il suo spazio e, sfruttando una corrente galattica, si fece trasportare nel cielo limpido, lasciando dietro di sé una scia luminosa…
Stellina:
Che magnifica avventura! Sono eccitatissima all’idea di poter viaggiare e conoscere la terra!
E poi, che incarico importante mi hanno affidato! Devo stare molto attenta a non combinare pasticci, se no chi li sente poi quelli lassù? Ecco sono quasi arrivata, vedo già la terra che si avvicina sempre più…. Ma cosa vedo laggiù? Quanta acqua! È il mare! Com’è grande e luminoso alla luce della luna! Ma vedo lì una barca… con dentro delle persone… quante! Sembrano stanche, infreddolite, affamate… E ci sono anche dei bambini… Ciao, come ti chiami? Cosa fai qui?
Naufrago:
Ciao, mi chiamo Abib. Sto facendo un lungo viaggio .Sono tantissimi giorni che siamo in mare, abbiamo lasciato il nostro paese, la nostra casa, i nostri amici, perché da noi non è affatto facile vivere… Ci manca tutto, anche da mangiare… Cerchiamo un posto più bello dove andare . La mamma mi ha detto che il paese dove arriveremo ci accoglierà….Lì potrò andare a scuola, e farmi nuovi amici. Mamma troverà un lavoro e avremo una casa e da mangiare….Però, alcuni dicono che non sarà così… Ho tanta paura…
Stellina:
Senti Abib, io non voglio che ti caccino via… Vieni con me, ti porterò dal piccolo re che deve nascere, forse da lui ci sarà posto anche per te e per la tua mamma…
Abib:
Guarda, lì c’è un paese illuminato da fuochi artificiali! Forse c’è una festa… Che rumore assordante!
Stellina:
Ascoltate, ma… ma… quello è il pianto disperato di un bambino!… Ciao bambino, come ti chiami e perché piangi?
Samir:
Io sono Samir, un bimbo e piango perché questa guerra che da tanto tempo distrugge il mio paese mi fa molta paura.
Stellina:
Che dici? Guerra? Contro chi? E che cosa è questo?
Samir:
Mi hanno detto che è un fucile e serve per sparare e uccidere i nemici ebrei : io invece sono palestinese…
Stellina:
Bambini che sparano e fanno la guerra? Ma non è giusto! Vieni con me, Samir, ti porterò nella casa del piccolo re: ho saputo che lui porterà la pace e l’amore fra tutti… Dev’essere un posto meraviglioso, dove i bambini giocano e ridono…
Abib:
Guardate com’è grande questo paese!
Stellina:
Ma questa è l’India! Me ne ha tanto parlato la mia nonna cometa… Dormono tutti… Ma in quella casa c’è una luce accesa… Avviciniamoci…
Ciao, bambini, cosa fate ancora alzati a quest’ora?
Bambino:
Non siamo poi così piccoli! Io ho 11 anni e mia sorella ne ha 9. Siamo due bambini poveri e dobbiamo lavorare…
Stellina:
Ma i bambini non devono lavorare! Questo lo sa anche una stella come me…
Bambino:
Noi cuciamo le scarpe e i palloni per i bambini che abitano lontano… Ci pagano poco, ma ci accontentiamo… Quei bambini sono fortunati, perché hanno tutto, acqua calda e fredda, cibo in abbondanza… Qui invece molti bambini sono poveri come noi; non possiamo studiare né giocare e dobbiamo lavorare tanto per vivere…
Stellina:
Ma questo non è giusto! Venite con me bambini, vi porterò dal piccolo re, che porterà l’amore e la giustizia per tutti, soprattutto per i bambini…
Narratore:
La stellina continua il suo viaggio insieme ai suoi piccoli amici, finché arrivano a Betlemme, dove vedono una piccola capanna, con dentro un uomo e una donna che sta cullando un neonato…
Stellina:
Ciao piccolino, come sei dolce! Signora, ha sentito parlare di un piccolo re che deve nascere da queste parti?
Madre:
È questo il piccolo re che si attendeva, egli annuncerà agli uomini il Regno di Dio: un regno d’amore, di pace, di giustizia; un regno dove gli ultimi, i poveri, gli esclusi, saranno i primi, saranno accolti, ascoltati, innalzati…
Stellina:
Bambini, abbiamo trovato il piccolo re! Con lui non soffrirete più, con lui avrete gioia, pace, giustizia, libertà e amore!
Bambini:
Grazie, piccolo re, ti vogliamo tanto bene… Siamo felici di averti trovato…
Voce fuori campo:
«Con i miei occhi ho visto il Salvatore. Tu l’hai messo davanti a tutti i popoli: luce per illuminare le nazioni e gloria del tuo popolo» (Luca 2, 30-32)
Amen!
Lettore:
«Buon Natale, amico mio: non aver paura. La speranza è stata seminata in te. Un giorno fiorirà. Anzi, uno stelo è già fiorito. E se ti guardi attorno, puoi vedere che anche nel cuore del tuo fratello è spuntato un ramoscello. E in tutto il mondo, sopra la coltre di ghiaccio, ci sono arboscelli carichi di gemme. E una foresta di speranze che sfida i venti densi di tempeste, e, pur incurvandosi ancora, resiste sotto le bufere.
Non avere paura, amico mio. Il Natale ti porta un lieto annunzio: Dio è sceso su questo mondo disperato. E sai che nome ha preso? Emmanuele, che vuol dire: «Dio con noi».
Coraggio, verrà un giorno in cui le tue nevi si scioglieranno, le tue bufere si placheranno, e una primavera senza tramonto regnerà nel tuo giardino, dove Dio, nel pomeriggio, verrà a passeggiare con te».
Amen!
BUON NATALE!