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Pastore: Giuseppe Ficara
Culto domenicale ore 11,00
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Testo della predicazione: Atti degli Apostoli 1, 1-11
Nel mio primo libro, o Teofilo, ho parlato di tutto quello che Gesù cominciò a fare e a insegnare, fino al giorno che fu elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle istruzioni agli apostoli che aveva scelti.
Ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio.
Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me. Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni».
Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra».
Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi.
E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».
Sermone
Care sorelle e cari fratelli,
il maestro Gesù si faceva vedere dai suoi discepoli per sei settimane parlando del regno di Dio. Questo periodo con il risorto, dopo pasqua, deve essere stato molto rassicurante per i discepoli, dopo la catastrofe di Golgota. Sentirsi sicuri nella presenza dell’autorità di un maestro… - “Fate tutto ciò che egli vi dice!”, così Maria aveva esortato i discepoli in Giovanni 2. Basta ubbidirlo. Finalmente il Maestro è lì soltanto per noi! Ad un tratto Gesù dice ai discepoli: … voi sarete battezzati in Spirito Santo fra poco!! – Ma quest’affermazione meravigliosa dell’annuncio del battesimo con lo Spirito Santo non suscita grande interesse dalla parte dei discepoli. Invece, essi chiedono a Gesù: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai TU il regno a Israele?» Come se volessero dire: non vogliamo lo Spirito Santo, vogliamo te, fai tutto tu!Questa domanda è la tipica domanda dei piccoli discepoli al loro maestro che sembra un grande papà. La scena sul monte fa ricordare la scena sul monte della trasfigurazione in Luca 9 nella quale i discepoli vogliono stare con il loro maestro da soli in eterno nella intimità delle tende. Vogliono il grande solo per se stessi. - Ma Gesù gli costringe a cambiare idea. Dice: Sarete VOI a ricevere la potenza dello Spirito, sarete VOI a diventare i miei testimoni: a Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra». Non dovete fissare lo sguardo al maestro, al papà, ma dovete diventare degli adulti VOI! – E quasi per confermare questo annuncio “fu elevato; e una nuvola,… lo sottrasse ai loro sguardi”. E uno shock per i discepoli che guardavano al cielo. Sono rimasti soli, perduti senza il maestro ? Questa è la situazione di questa domenica dopo l’Ascensione. Non più Gesù – non ancora lo Spirito!
La scena biblica mi fa ricordare un avvenimento personale, quando imparavo a ballare il Tango con un maestro argentino presso una scuola di danza a Bologna dodici anni fa. Una volta toccava a me di provare un passo nuovo con una grossa donna bolognese a me sconosciuta di 65 anni. Naturalmente dovevo guidarla io. Però non ci riuscivo subito, non potevo neanche spiegarmi tanto bene in italiano dove volevo mettere i nostri piedi. Perciò, lei d’un tratto si avvicinò al maestro argentino fissando gli occhi su di lui, dicendogli: “Balla Tu con me, egli - puntando con il suo dito di me - non sa ballare!” Signore, ristabilirai tu la danza corretta. - Signore, in questo tempo che TU ristabilirai il regno a Israele?E il maestro argentino rispose, puntando su di me, similmente come Gesù: “Lui lo sa!” – E si ritirò. Non in una nuvola, ma decisamente. In questo momento mi sono sentito rafforzato, è venuto su di me uno spirito fresco e un coraggio nuovo. E con fermezza ripresi l’iniziativa con questa donna, la presi nelle braccia continuando a girarmi con lei nella sala da ballo al ritmo della musica. Sapevo: ce lo farò!! Mi incarica il maestro, si fida di me! Disse l’angelo: “Non fissare lo sguardo sul maestro!” Disse il Cristo: “Siete VOI i miei testimoni!” Due cose mi insegna questo racconto:
Uno: La leggerezza in cui Cristo viene elevato da una nuvola, e la leggerezza dello Spirito santo che sarebbe venuto per attrezzarli per il compito della missione di Dio parlano di un Dio che vuole elevare anche noi sopra la pesantezza delle nostre vite. Il ballo esprime questa leggerezza dal cielo che Dio vuole regalare. Infatti, noi cristiani di tutte le confessioni, Cattolici, protestanti, valdesi metodisti e luterani, pentecostali ortodossi, africani e italiani … siamo chiamati a ballare insieme per testimoniare la gloria del Cristo risorto, annunciando il Regno dei cieli. Ascoltate il salmo 149 (lettura nel culto): “Cantate al Signore un cantico nuovo. Si rallegri Israele, esultino i figli di Sion nel loro re. Lodino il suo nome con danze.” Il tango argentino come un esempio per la vita dei cristiani non è così inopportuno visto che questa danza storicamente nasce dal desiderio di ballare sia nella tristezza, che nell’allegrezza. La nostra danza dimostri al mondo fuori delle chiese che siamo stati liberati dal vincolo e dalla pesantezza della morte. Siamo incaricati a rendere un servizio accogliente a tutti. Usiamo anche le nostre braccia per muovere, guidare e aiutare il nostro prossimo con amore e leggerezza. Con l’ascensione del Cristo comincia il tempo della chiesa che continua la grande missione di Gesù.
La seconda cosa che mi insegna il racconto personale del ballo e la storia dell’ascensione è l’incoraggiamento del maestro che vuole rendere i discepoli adulti. Che significa diventare discepoli adulti? Significa credere il maestro che ci esorta: su VOI verrà lo Spirito santo. Di VOI mi fido! Lo Spirito santo può essere o diventare efficace soltanto quando si ritira il maestro che lo manda.
Su questa immagine che si trova in una chiesa in Germania vediamo la scena dell’Ascensione di Gesù. Vedete le grandi orme di Gesù che rimangono sul monte dell’Ascensione. Ecco, il messaggio del Cristo che viene tolto dalla terra: Seguite le mie orme! VOI sarete i miei rappresentanti! - Se invece il maestro si imponesse per sempre sui discepoli i seguaci non potrebbero mai emanciparsi o liberarsi per il loro compito da adulti. Rendiamoci pronti a ricevere questa forza dall’alto, il coraggio santo. Ognuno di noi! Osiamo credere che saremo noi i rappresentanti di Dio, in tutta la nostra imperfezione, nella nostra pusillanimità, nel nostro rancore e nella nostra ingiustizia.
Però, noi tutti: non solo i valdesi! Non solo gli ortodossi! Non solo i cattolici! Lo Spirito Santo non appartiene solo alla mia chiesa, al mio piccolo regno. Gesù voleva portare il regno di Dio non solo per Israele. Il Regno di Dio addirittura è il Regno dei Cieli! Gesù fu elevato in cielo per farci capire: La sua risurrezione dai morti significa che Gesù ha vinto contro la morte ed è diventato re dell’universo che comprende tutte le nostre culture. Questa consapevolezza ci insegna una responsabilità reciproca, quasi per insegnargli a diventare adulti lavorando insieme. Ciò significa che dobbiamo con umiltà riconoscere i propri limiti. Nessun discepolo può essere escluso dal regno dei cieli, dal compito della missione di Gesù, naturalmente neanche quelli che sono gay. Magari il mio prossimo può rappresentare un carisma dello Spirito che non capisco facilmente. Solo tutti insieme possiamo seguire le orme grandi del maestro.
Però come chiese spesso non riusciamo a ballare insieme. Il Kirchentag ecumenico a Monaco (12.-16.maggio) dove sono stato l’ultima settimana non poteva riunire i cattolici e i protestanti alla mensa del Signore. I protestanti non si fanno guidare dai cattolici che non sentono bene la voce degli ortodossi che hanno un altro ritmo dei pentecostali. Vale anche per l’interno di questa chiesa di Via Spezio con dei ritmi diversi con cui esprimiamo la nostra fede: Noi discepoli spesso non ci capiamo più per via di differenze culturali. Come la vecchia signora bolognese che non vuole farsi guidare dal giovane tedesco. E nell’anno 2010, cento anni dopo la conferenza mondiale delle chiese a Edimburgo in cui fu pronunciato l’impegno di portare l’evangelo in tutto il mondo? Pronunciamo il gelo fra le chiese, peccato. E ci comportiamo delle volte come dei bambini piccoli che pretendono di poter richiamare il padre per se stessi perché gli altri sbagliano. Gesù, quando confermi che abbiamo ragione noi? Gesù però vuole (attraverso l’ascensione) che noi diventino dei discepoli adulti nello Spirito.
Per riassumere: L’ascensione significa concretamente: il maestro si ritira e incarica noi a diventare dei portatori della sua speranza per tutto il mondo (che si è manifestata in occasione della risurrezione). Il motto del Kirchentag a Monaco fu “Affinché abbiate speranza!” Voi tutti. Portatori della speranza. L’ascensione ci annuncia l’incarnazione della grazia in noi. Come possiamo portare questa speranza del risorto vittorioso nel mondo? Tutti insieme ma ognuno di noi, siamo incaricati. Su vari livelli. In che modo posso portare la speranza al mondo? Riflettiamoci. Mi fido di voi, dice il Signore! Scopriamo i nostri carismi per la missione Sua!
Nell’ambito personale: uno diceva. Mando dei soldi per la mia sorella in Nigeria per farla studiare…La moderatora raccontava la storia di un controllore nell’autobus che beccava due persone che non avevano il biglietto. Una suora e un migrante. Io le denuncio se non tratti le due persone nello stesso modo. O per contrastare l’omofobia! Coltivare la sensibilità per scoprire l’ingiustizia intorno a noi!
Nell’ambito ecclesiale: Il movimento di base ecumenico che non si interessa del potere ecclesiastico, ma che va avanti nell’avvicinamento reciproco tra le chiese per rendere visibile l’unico corpo di Cristo, anche se queste chiese non si riconoscono ufficialmente come chiese! L’accoglienza eucaristica!
Nell’ambito politico: Cercare di dare sostegno al commercio solidale o sostenere la politica che preme per una tasse sulle speculazioni fiscali alla borsa per contribuire alla giusta distribuzione dei beni nella società e per alleviare il problema della fame. “Affinché tutti abbiano la vita in abbondanza” Giov 10,10.
Tutto questo impegno spirituale e sociale non dipende da noi ma dipende dalla forza dello Spirito santo che ci viene annunciato. Aspettiamo lo Spirito! Abbiamo pazienza! Lo Spirito santo verrà su di noi, su tutti noi per compiere un’opera universale. Lavora in noi per guidarci verso una gioia e una gloria che noi non conosciamo ancora, una gloria che supera ogni confessionalismo nostro, ogni intolleranza e razzismo nostro. Siamo chiamati noi a rappresentare questa gloria del Risorto, a dimostrare il mondo che niente e nessuna potenza di questo mondo è da temere.
Alla fine dei tempi tutto il mondo sarà una grande sala da ballo. Il mondo intero sarà riconciliato con Dio, in gloria saranno rovesciati tutti i muri che separano gli umani, tutte le barriere di religione, di razza, di cultura o di classe: l’umanità sarà unità: Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto, il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno insieme. In questi tempi Gesù tornerà giù nella medesima maniera per stare con noi, perché sarà convinto che l’abbiamo capito, però, alla fine.
Amen