Sermone di domenica 7 febbraio 2010 (Ebrei 4,12-13)
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Sermone: Ebrei 4, 12-13 «La parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto». Sermone Care sorelle e cari fratelli, l’autore della lettera agli Ebrei rivolge un lungo sermone ai suoi destinatari per incoraggiarli circa le difficoltà che vivevano nella società come credenti cristiani. Questi credenti trovavano umiliante credere in un Cristo come “uomo di dolore”, le persecuzioni che essi stessi subivano avevano provocato delusione, perché si aspettavano una salvezza che li liberasse dalle sofferenze umane. Il predicatore però, cerca di rendere ragione dei testi biblici su cui si appoggiavano i credenti, spiegandone il senso autentico, non letterale, ma spirituale, per cui le Scritture dell’Antico Testamento diventano la prefigurazione di un nuovo Patto che Dio farà con l’umanità. Il nuovo Patto è perfetto perché non è stato compiuto con il sangue di animali, ma con il sangue di Cristo, che è la Parola vivente di Dio, Dio stesso che si offre all’umanità. Il nuovo Patto è per sempre, non servono altri olocausti, altre offerte a Dio, ma è accaduto una volta per tutte.
Questa spiegazione deve confortare chi legge la lettera, perché Gesù, l’uomo di dolore, non è rimasto prigioniero della distruzione, della devastazione, dell’annullamento, ma attraverso l’annullamento fisico ha vinto l’insufficienza umana, la sua parzialità, il suo peccato, il suo dolore, la sua sofferenza.
Sermone di domenica 31 gennaio 2010 (I Corinzi 9, 24-27)
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Testo della predicazione: Prima lettera ai Corinzi 9,24-27
Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio, corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo. Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile. Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l'aria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.
Sermone
Care sorelle e cari fratelli, in modo insolito, l’apostolo Paolo paragona la vita dei credenti a una corsa allo stadio, non certamente nel senso che la fatica della vita di tutti i giorni ci spossa e restiamo senza forze, ma, al contrario, nel senso che la vita dei credenti non può svolgersi pigramente accontentandosi di aver aderito ai principi evangelici, vivere nella mediocrità tutta la nostra esistenza, e affacciarsi come spettatori per vedere altri che si impegnano concretamente.
Questo stile di vita dimesso, turba l’apostolo Paolo; per lui, il credente non può stare a guardare dalla finestra; l’apostolo allora spiega che la vita del credente è come quella dell’atleta; atleta in greco è agonizomai da cui deriva la nostra parola agonia. Cioè l’atleta è colui che si sottopone a sforzi immensi, molto impegnativi, al limite delle proprie forze.
Perché tutto questo? Per raggiungere una meta, per perseguire uno scopo in cui si crede e ricevere il premio, la corona.
Terremoto Haiti. La Federazione delle chiese evangeliche lancia una sottoscrizione
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In seguito al devastante terremoto che ha colpito l'isola caraibica di Haiti e gran parte della capitale Port-au-Prince lo scorso 12 gennaio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha lanciato una sottoscrizione per l'aiuto alle vittime.
"La popolazione di Haiti così duramente colpita da questa catastrofe è al centro delle nostre preghiere, rivolte specialmente a coloro che hanno perso i loro cari e a chi aspetta di conoscere le sorti di persone vicine di cui non ha notizia -, ha dichiarato il presidente della FCEI, il pastore Massimo Aquilante -. La FCEI estende la sua solidarietà anche alle migliaia di persone che in queste ore drammatiche stanno portando soccorso ai feriti e prestando assistenza ai superstiti".


